Su alcune foglie esposte al sole le ombre di altre foglie; talvolta, quando l’intero cespuglio oscilla, le ombre fremono insieme alle foglie; talvolta si muovono invece solo le foglie esposte al sole, uscendo dall’ombra (quando oscilla un unico ramo); altrimenti, invece, sono solo le ombre a fremere sulle silenziose foglie esposte al sole, rigide.
Peter Handke – il peso del mondo
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giovedì, ottobre 06, 2011
mercoledì, febbraio 17, 2010
esiste un modo per conservare almeno un frammento di ciò che ci viene strappato dal tempo, dal destino, dallo sguardo del prossimo?
Amélie Nothomb sorride. «Noi siamo come dei proprietari di immensi terreni, che piano piano, inesorabilmente, ci vengono tolti, fino a che non ci resta da coltivare che un minuscolo giardino superstite. Io scrivo di questa perdita, eppure, scrivendo, coltivo ancora il mio piccolo giardino».
domenica, ottobre 25, 2009
all'ombra dell'ultimo sole....
Comme l’explique Auguste Macke, peintre qui appartint au mouvement Der Blaue Reiter : « La forme est un mystère pour nous, parce qu’elle est l’expression de forces mystérieuses. […] partout au monde les formes tiennent un discours sublime. Dans le jeu des enfants déjà, dans le chapeau de la cocotte, […] des idées invisibles se matérialisent doucement. »
mercoledì, novembre 19, 2008
novembre inoltrato
sabato, agosto 16, 2008
domenica, giugno 15, 2008
lilium tigrinum, il rosso cereo e il.... rosa ...
LILIUM TIGRINUM. Petali vistosamente ripiegati su di sè, di un rosso cereo, da belletto, chiazzato delicatamente ma con nitidezza da numerose macchie ovali neroazzurre. Se osserviamo il modo in cui queste macchie sono disposte, potremmo crederle prodotte da una forza vitale che, da attiva, si fa gradualmente più debole. Così, al bordo esterno dei petali esse mancano del tutto, mentre vicino al fondo del calice sono disseminate in gran profusione, fino ad inerpicarsi su alte e carnose escrescenze. Polline dal colore narcotizzante, quasi un velluto rosso cupo che sia stato macinato e ridotto a finissima cipria.Chi guarda ha l'illusione di vedere un padiglione di giocolieri indiani dal cui interno esca una sommessa musica anticipatrice.
Ernst Junger - il cuore avventuroso
(ho iniziato a leggere il libro, 71 appunti che Ernst Junger definisce "figurazioni e capricci". Dopo queste prime righe
folgoranti ho dovuto togliere gli occhiali, scendere dal letto, tra l'agitazione silenziosamente urlante e la capitolazione attonita per istinto di conservazione. Come posso riaprire le pagine e continuare con punture che bucano insostenibili soglie psicofisiche? Forse non ho fatto altro che tendere a questo, al prezzo di una perenne sensazione di scollamento. Ieri mentre compravo il libro alla bancarella, 3 donne della mia età commentavano e pregustavano eccitate la cernita tra il ben di dio che avevano davanti, alcune montagne rosa di Harmony)lilium tigrinum 15/06/08
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sabato, giugno 07, 2008
lasciami stare

Talor, mentre cammino solo al sole e guardo con i chiari occhi il mondo ove tutto m'appar fraterno, l'aria, la luce, il fil d'erba, l'insetto, un improvviso gelo al cuore mi coglie.
Un cieco mi par d'essere, seduto sula spalletta d'un immenso fiume.
Scorrono sotto l'acque vorticose. Ma non le vede lui, il poco sole ei si prende beato. E se gli giunge talora mormorio d'acque, lo crede ronzio d'orecchi illusi.
Chè a me par, vivendo questa mia povera vita, un'altra rasentarne come nel sonno, e che quel sonno sia la mia vita presente.
Chè a me par, vivendo questa mia povera vita, un'altra rasentarne come nel sonno, e che quel sonno sia la mia vita presente.
Come uno smarrimento ancor mi coglie, uno sgomento pueril.
Mi seguo, tutto solo sul ciglio della strada, guardo il misero mio disgustoso mondo e carezzo con man che trema l'erba.
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sabato, maggio 17, 2008
Il giardino di Pierre e Martha Bonnard

la prima parola che ho scritto...non è stato il mio nome ma.... Miniature Hyperion Bonnard su un libretto d'arte di mia madre.
Come mi piacerebbe entrare nella vita di Pierre Bonnard, fare merenda con i bambini davanti alla casa, camminare nuda nel suo straziante giardino, 

come ombra di Marthe,
sull'aria lontana della musica coraggiosa del cognato Claude Terrasse.... Sfidare la compressione del Tempo....
sull'aria lontana della musica coraggiosa del cognato Claude Terrasse.... Sfidare la compressione del Tempo....Come è viva quella bambina con la foglia sulla testa,
come scrive Roland Barthes nel saggio "la camera chiara", <... Come sono vive quelle due bambine (sono vestite come mia madre bambina, giocano col cerchio) che stanno guardando un rudimentale aeroplano che vola sul loro villaggio! Hanno tutta la vita davanti a sè, ma al tempo stesso sono morte (oggi) dunque sono già morte (ieri); ogni foto viene a interpellare ciascuno di noi e in essa c'è sempre questo segno imperioso della nostra morte futura. Sopporto a malapena la prioiezione privata di un film, troppo poco pubblico, troppo poco anonimato, ma ho bisogno di essere solo davanti alle foto che guardo>
come scrive Roland Barthes nel saggio "la camera chiara", <... Come sono vive quelle due bambine (sono vestite come mia madre bambina, giocano col cerchio) che stanno guardando un rudimentale aeroplano che vola sul loro villaggio! Hanno tutta la vita davanti a sè, ma al tempo stesso sono morte (oggi) dunque sono già morte (ieri); ogni foto viene a interpellare ciascuno di noi e in essa c'è sempre questo segno imperioso della nostra morte futura. Sopporto a malapena la prioiezione privata di un film, troppo poco pubblico, troppo poco anonimato, ma ho bisogno di essere solo davanti alle foto che guardo> lunedì, maggio 12, 2008
la vocazione di essere se stessi
L'estate incantata - Ray Bradbury
sabato, marzo 08, 2008
giovedì, gennaio 31, 2008
safe in my own skin
O Rose, thou art sick!
The invisible worm,
That flies in the night,
In the howling storm,
Has found out thy bed
Of crimson joy;
And his dark secret love
Does thy life destroy.
Rosa, tu sei malata,
quell'insetto invisibile
che la notte vola
nell'urlo della tempesta
ha scoperto il tuo letto
di gioia color porpora,
e il suo amore oscuro e segreto
la tua vita consuma e distrugge.
(William Blake, La rosa malata)
sabato, gennaio 05, 2008
.
..… Se volete, sarò rabbioso a furia di carne, e, come il cielo mutando i toni, se volete, sarò tenero in modo inappuntabile, non uomo, ma nuvolain calzoni.....
… Volete stuzzicarmi? Ricordate! Perì Pompei Quando esasperarono il Vesuvio. Ehi! Signori! Dilettanti di sacrilegi, di delitti, di massacri, avete visto mai ciò che è più terribile: il viso mio quando io sono assolutamente tranquillo? E sento che l’io Per me è poco: qualcuno da me si sprigiona ostinato. Allò! Chi parla? Ed io sono sempre là dove si soffre: su ogni goccia di liquido lacrimale ho posto in croce me stesso. … Maria, più vicino! Con denudata impudenza O con pavido tremore Concedimi la florida vaghezza delle tue labbra: io e il mio cuore non siamo vissuti neppure una volta sino a maggio, e nella mia vita passata c’è solo il centesimo aprile. Maria! Il poeta canta sonetti mentre io, tutto di carne, uomo tutto, chiedo semplicemente il tuo corpo, come i cristiani chiedono “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” Maria, concediti! Maria! Maria, non vuoi? Non vuoi? Ah! E allora di nuovo, io prenderò il mio cuore lo porterò come un cane porta nella sua cuccia la zampa stritolata dal treno. … Mi chinerò Per dirgli in un orecchio: Ascoltate, signor Dio! Onnipossente che hai inventato un paio di braccia E hai fatto sì che ciascuno Avesse una sua testa, perché non hai inventato una maniera di baciare, baciare e ribaciare senza tormenti? Pensavo che tu fossi un grande Dio onnipotente, e invece sei solo un povero deuccio. … Alati furfanti! Rannicchiatevi in paradiso! Te, impregnato d’incenso, io squarcerò di qui sino all’Alaska! Lasciatemi! Non mi fermerete. … Guardate: hanno di nuovo decapitato le stelle. Ehi, voi! Cielo! Toglietevi il cappello! Me ne vado! Sordo. L’universo dorme, poggiando sulla zampa l’enorme orecchio con zecche di stelle.
da La nuvola in calzoni, di Vladimir Majakovskij (1914)

In quest'istante rapido, in quest'immensa stasi, i calzoni di velluto senza nuvola rivivono tutta la loro vita, come l'impiccato allo stringere del cappio o il ghigliottinato al precipitare della lama, vive la scaturigine, il percorso, la sua morte, vive il tempo suo e il tempo d'ogni altro, che a lui è legato per la comune sorte, con lui si spande, scorre, sfocia, finisce nell'immobile.
… Volete stuzzicarmi? Ricordate! Perì Pompei Quando esasperarono il Vesuvio. Ehi! Signori! Dilettanti di sacrilegi, di delitti, di massacri, avete visto mai ciò che è più terribile: il viso mio quando io sono assolutamente tranquillo? E sento che l’io Per me è poco: qualcuno da me si sprigiona ostinato. Allò! Chi parla? Ed io sono sempre là dove si soffre: su ogni goccia di liquido lacrimale ho posto in croce me stesso. … Maria, più vicino! Con denudata impudenza O con pavido tremore Concedimi la florida vaghezza delle tue labbra: io e il mio cuore non siamo vissuti neppure una volta sino a maggio, e nella mia vita passata c’è solo il centesimo aprile. Maria! Il poeta canta sonetti mentre io, tutto di carne, uomo tutto, chiedo semplicemente il tuo corpo, come i cristiani chiedono “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” Maria, concediti! Maria! Maria, non vuoi? Non vuoi? Ah! E allora di nuovo, io prenderò il mio cuore lo porterò come un cane porta nella sua cuccia la zampa stritolata dal treno. … Mi chinerò Per dirgli in un orecchio: Ascoltate, signor Dio! Onnipossente che hai inventato un paio di braccia E hai fatto sì che ciascuno Avesse una sua testa, perché non hai inventato una maniera di baciare, baciare e ribaciare senza tormenti? Pensavo che tu fossi un grande Dio onnipotente, e invece sei solo un povero deuccio. … Alati furfanti! Rannicchiatevi in paradiso! Te, impregnato d’incenso, io squarcerò di qui sino all’Alaska! Lasciatemi! Non mi fermerete. … Guardate: hanno di nuovo decapitato le stelle. Ehi, voi! Cielo! Toglietevi il cappello! Me ne vado! Sordo. L’universo dorme, poggiando sulla zampa l’enorme orecchio con zecche di stelle.
da La nuvola in calzoni, di Vladimir Majakovskij (1914)

In quest'istante rapido, in quest'immensa stasi, i calzoni di velluto senza nuvola rivivono tutta la loro vita, come l'impiccato allo stringere del cappio o il ghigliottinato al precipitare della lama, vive la scaturigine, il percorso, la sua morte, vive il tempo suo e il tempo d'ogni altro, che a lui è legato per la comune sorte, con lui si spande, scorre, sfocia, finisce nell'immobile.
venerdì, dicembre 14, 2007
vieni nel letto di foglie

Costruire il tempio popolato di mani
liberarsi dal resto del mondo
attraverso costellazioni di desideri,
ecco l'ipotesi di una vita sincera,
vera e propria, e votata,
la rassomiglianza con un padre, la memoria di un essere,
tutto è presente,tutto agisce nelle nostre discipline attuali,
nella saggia contemplazione del domani.
Il tempo,l'oblio del tempo, il riposo,
il linguaggio,il latente - corpo e corpuscoli fisiologici-
lo spazio strutturato sociale e il normale,
lo spazio e il naturale, il reale, le cose
la sensibilità, la percezione,
l'attenzione la rifessione
la coscienza di un uomo, l'incoscienza sempre minacciata,
e l'immagine che altera, l'immagine che costruisce
l'immagine produttrice, l'immagine fuggitiva
*
foto arthur tress - making leaves
giovedì, dicembre 13, 2007
non meritiamo di abitare lo stesso pianeta
Tu sei come la rondine
Che torna in primavera.
Ma in autunno riparte:
e tu non hai quest'arte.
Tu questo hai della rondine:
le movenze leggere;
questo che a me, che mi sentiva ed era
vecchio, annunciavi un'altra primavera.
Umberto Saba a Lina Saba
Che torna in primavera.
Ma in autunno riparte:
e tu non hai quest'arte.
Tu questo hai della rondine:
le movenze leggere;
questo che a me, che mi sentiva ed era
vecchio, annunciavi un'altra primavera.
Umberto Saba a Lina Saba
lunedì, ottobre 01, 2007
l'ombra della rosa
Sullo sfondo di New York anni venti tra orchestrine jazz e charleston, proibizionismo, il caso Sacco e Vanzetti, donne con i capelli tagliati alla maschietta e cocaina…si muove Edna St.Vincent Millay, irrequieta e indipendente, anticonformista e curiosa, appassionata di teatro e ottima attrice, libera pensatrice e pianista sensibile, affascinante ………… e sfortunata nei rapporti amorosi

Canto d'autunno
Ora l'autunno ha brividi
nel gambo della rosa.
Alte e lontane scale
s'appoggiano tra i frutti.

L'autunno ora s'arrampica
sull'intrecciata trama
e la rosa ricorda la polvere
da cui fu generata.

Piú lucente del fiore
sul cespuglio di rosa
è la bacca arancione,
ora avvizzita, amara;

in ozio la bellezza non sa stare;
tutto accade in suo nome;
ma la rosa ricorda la polvere
da cui fu generata.
Canto d'autunno
Ora l'autunno ha brividi
nel gambo della rosa.
Alte e lontane scale
s'appoggiano tra i frutti.
L'autunno ora s'arrampica
sull'intrecciata trama
e la rosa ricorda la polvere
da cui fu generata.
Piú lucente del fiore
sul cespuglio di rosa
è la bacca arancione,
ora avvizzita, amara;
in ozio la bellezza non sa stare;
tutto accade in suo nome;
ma la rosa ricorda la polvere
da cui fu generata.
domenica, agosto 12, 2007
giardino Sigurtà - Valeggio sul Mincio VR
Se davanti alla pietra degli incanti volgerai lo sguardo verso Serendippo potrai attivare gli strumenti per scorgere le meraviglie che si poseranno sul tuo cammino...







Fa vendetta del giorno perduto, dardeggia le tue fiamme, con i tuoi fulmini restaura la luce che è stata rapita al cielo. Non esitare più, fa conto che colpevole sia l’uno e l’altro, se no che sia io. Colpiscimi, dunque, fa che m’attraversi il petto, sul dardo tripunte, una fiaccola accesa........ (Tieste - Seneca)


Sorto nel 1617, nel 1859 divenne quartier generale di Napoleone III. Misura 560.000 m2 e puo' essere visitato da marzo a fine ottobre per un picnic, un giro in bici o per ammirare alcune specie vegetali, tra le quali berberis, aceri giapponesi in varietà, rose paesaggistiche, iris, canne indiche, tulipani, una quercia di 400 anni, laghetti con pesci koi

Fa vendetta del giorno perduto, dardeggia le tue fiamme, con i tuoi fulmini restaura la luce che è stata rapita al cielo. Non esitare più, fa conto che colpevole sia l’uno e l’altro, se no che sia io. Colpiscimi, dunque, fa che m’attraversi il petto, sul dardo tripunte, una fiaccola accesa........ (Tieste - Seneca)
Sorto nel 1617, nel 1859 divenne quartier generale di Napoleone III. Misura 560.000 m2 e puo' essere visitato da marzo a fine ottobre per un picnic, un giro in bici o per ammirare alcune specie vegetali, tra le quali berberis, aceri giapponesi in varietà, rose paesaggistiche, iris, canne indiche, tulipani, una quercia di 400 anni, laghetti con pesci koi
martedì, aprile 24, 2007
Royal greenhouses of Laeken - Belgium
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